Un negozio può avere un fatturato soddisfacente ma perdere parte del margine in differenze invisibili: furti, rotture, errori di ricevimento, etichette errate, differenze di cassa o giacenze informatiche non corrispondenti a quelle reali. Tutti questi fenomeni emergono nell'inventario.
Le perdite inventariali non derivano soltanto dai furti
Le perdite sconosciute sono differenze tra giacenze teoriche ed effettive senza causa identificata. Comprendono furti ma anche errori di registrazione, resi gestiti male, prodotti non registrati, rotture dimenticate o movimenti di magazzino non documentati.
Le rotture dovrebbero invece essere registrate separatamente. Un flacone rotto o una candela danneggiata non è una sparizione inspiegabile: è una perdita conosciuta da registrare.
Misurare prima di investire in sicurezza
Il primo indicatore è valore teorico delle scorte meno valore effettivo. Rapportate poi la differenza al fatturato o al costo delle merci per seguirne l'evoluzione. Senza misurazione si rischia di spendere in antifurto per categorie sbagliate.
Individuare le zone e i prodotti più esposti
Articoli piccoli e facili da nascondere, prodotti costosi e aree poco visibili meritano attenzione. In un negozio esoterico possono essere alcuni minerali, gioielli, flaconcini, pendoli e accessori.
Un'esposizione più chiara può limitare le perdite: scaffali meno affollati, pochi pezzi esposti per articoli sensibili e magazzino organizzato. La sicurezza inizia spesso da una migliore gestione delle scorte.
Collegare le perdite al margine
Un articolo acquistato a 10 € e scomparso non costa soltanto 10 €: occorrono altre vendite per recuperare il margine perduto. Le perdite vanno quindi monitorate come commissioni bancarie e rotture di trasporto.
Collegate il monitoraggio all'inventario, all'analisi ABC e al margine.
Fonte utile
Ministero dell'Interno — Piano di sicurezza per negozi e commercianti, 2026